Intervista all’autore…
Katy Blacksmith

Buongiorno lettori,
per questa rubrica oggi vi presento Katy Blacksmith.

Autrice di cui ho segnalato il romanzo Il cielo della Sposa Zhong guo – Il regno di mezzo Volume 1

Diamole un grande Benvenuto ed eccovi l’intervista.

1 – Raccontaci di te.

Ciao a tutti, il nome che ho scelto per firmare i miei libri è Katy Blacksmith e non scrivo romance.

Sono nata in Piemonte nel millennio scorso e nel 2012 mi sono trasferita nel Lazio, poco fuori dalla Capitale.

Sono una persona curiosa e quando ne ho avuto la possibilità ho esplorato ambienti diversi.
Ho una formazione scientifica: diploma di perito chimico, poi laurea in fisica (che ho sfruttato per i romanzi di fantascienza) e infine master universitario in tecnologie birrarie. E ho da sempre una passione per le arti marziali, passione che mi ha portata a praticare Judo, kendo, iaido e ju tai jutsu, anni i cui insegnamenti mi sono tornati utili per rendere più realistici i combattimenti corpo a corpo . Ho anche passato anni a torturare le chitarre elettriche e il flauto traverso; nel tempo ho avuto due motociclette e nel 2004 ho iniziato a fare la birra in casa.

In campo lavorativo ho lavorato sia nell’informatica con Linux, sia nella produzione della birra in due dei più grandi birrifici artigianali italiani.

Al momento io e mio marito abbiamo in casa due gatte.

La cosa curiosa per me è che mi sono spesso trovata nel momento giusto per prendere parte alle piccole rivoluzioni degli ultimi anni. Prima nel mondo del software libero, quando il termine open source ha improvvisamente preso piede. Eravamo un gruppo di appassionati che nel tempo libero diffondeva l’idea dell’esistenza di un sistema operativo libero e slegato da padroni.

E poi mi sono trovata nel movimento della birra artigianale quando è uscita dalla nicchia diventando fenomeno noto e apprezzato.

Due casi nei quali piccoli Davide si battevano contro dei Golia con mezzi economici immensi eppure a modo nostro abbiamo lasciato il segno.

2 – Quando è nata la passione per la scrittura?

È nata da quando ho iniziato a scrivere, perché avevo e ho ancora un’immaginazione ancora fin troppo fervida. Ho sempre letto moltissimo e scrivere storie e storielle su quaderni o fogli sparsi è stato naturale da subito. Ma anche se a scuola i professori mi dicevano che facevo dei bei temi, quando poi ho passato il mio secondo romanzo, Il Razziatore, a una editor, mi è tornato indietro con tante di quelle osservazioni che per un anno mi sono fermata. Dovevo rappezzare l’orgoglio ferito, imparare dalle cose che mi erano state fatte notare e riscrivere ampie parti del romanzo tenendo conto di quanto mancava o era scritto in modo poco comprensibile. Un lavoro enorme, contando che sono quasi cinquecento pagine

Però poi quel libro è stato selezionato dal comitato del Salone Internazionale del Libro di Torino e infatti a maggio 2024 sono stata lì come espositore. E ne sono orgogliosissima.

3 – Quali sono i libri e / o racconti che hai pubblicato finora?

Al momento ho pubblicato due romanzi di fantascienza (“Bestia di Pterr” a febbraio 2021, “Il razziatore” a settembre 2023), un racconto, “ComfortFood”, in un’antologia della casa editrice Historica, nel 2022, e il 18 ottobre 2024 è uscito il mio primo Xiānxiá, “Il cielo della Sposa”. È il primo volume di una serie che ho chiamato Zhōng guó (che è il nome con cui i cinesi chiamano la Cina) – il regno di mezzo. È un fantasy con elementi soprannaturali ambientato in Cina nel periodo dei Song Settentrionali (poco dopo l’anno mille, per capirci). Posso anticipare che saranno almeno quattro volumi e sono già a buon punto nella stesura del secondo.

4 – Da cosa trai ispirazione per le tue storie?

Non ho una sorgente specifica per le mie ispirazioni. Sono più che altro impressioni, lampi, immagini vivide che mi si formano nella mente e possono provenire da qualsiasi stimolo. A volte non sono più di quello, ovvero un’associazione di idee buffa o inattesa; altre volte invece arrivano con ambientazione, personaggi e avvenimenti già molto più strutturati, tanto da presentarmi un mondo quasi completo. In quel caso butto giù idee, canovaccio, quel che posso e poi, quando riesco e ho le idee più chiare e circostanziate, sviluppo capitoli e trama.

Per Il cielo della Sposa l’ispirazione originale è stata un’immagine: un ladro che si rifugia in una stanza per sfuggire a delle guardie. Solo che nella stanza c’è una ragazzina. Anche se fa pensare all’inizio di un romance, qui nessuno dei due è quel che sembra, ed è proprio lì il bello: l’inatteso.

Ho da parte le idee per gli altri volumi della saga Zhōng guó; poi ci sono un romanzo hacker, una trilogia urban fantasy e una saga lunghissima in ambientazione simil-medievale (e quest’ultima aspetta da oltre trent’anni di essere scritta).

5 – I personaggi sono meramente inventati o ricalcano qualche persona reale?

I personaggi, come le storie, sono completamente inventati. Nessun riferimento a persone reali e neppure a personaggi di altre opere, film o libri. Non è solo per evitare complicazioni legali o spiacevoli risvolti nei rapporti personali, è che, per come funziona la mia testa, dover contenere le mie storie piegandole su realtà già esistenti sarebbe un limite troppo stringente. Ho bisogno di poter spaziare e lasciare che i personaggi possano esplorare tutte le proprie possibilità per dare libero sfogo alle vicende.

6 – Cosa ne pensi del self publishing?

Io sono un’autrice self, ma non l’ho utilizzato come ripiego. Per me è stata una scelta da subito.

SE (ed è un se piuttosto grande) il self publishing è fatto con tutti i passaggi e la cura che ci mettono le migliori case editrici, ne penso bene. L’autore rimane il reale responsabile delle proprie storie, di ogni fase della loro vita e può anche fungere da elemento innovatore nel panorama culturale mettendo in commercio storie con tematiche che magari le case editrici ritengono non lucrative (ma il pubblico è invece pronto a ricevere e premiare).

Però questi passaggi costano.

Purtroppo sono ancora troppe le persone che invece preferiscono non spendere il giusto per pagare i professionisti in grado di rendere i loro testi degni di arrivare ai lettori. Queste persone danneggiano noi autori che ci impegniamo per tenere alta la qualità, ma soprattutto danneggiano loro stesse: perché pubblicare una storia imperfetta quando avrebbe potuto diventare completa e splendida? Quando avrebbe potuto veicolare molto di più al lettore? Lo trovo un immenso spreco.

7 – Se a tua volta sei un autore self curi da solo ogni fase di pubblicazione o ti avvali di qualche collaboratore (esempio: agenzie letterarie, correttori di bozza, illustratori, ecc.)?

Sono autrice self ma non ricorro ad agenzie letterarie: non avrebbe senso dato che non miro alle case editrici.

Ci sono fasi nel confezionamento di un libro che sono prettamente tecniche e semplici da imparare. In quel caso le faccio da me. Parlo dell’impaginare, della scelta del formato, della creazione del .pdf con le caratteristiche richieste da Amazon e della creazione del file .epub per l’ebook. Quest’ultimo lo genero a partire dai sorgenti LaTeX. Utilizzo un programma che ho scritto di mio pugno, insoddisfatta dai software che ho trovato in giro. Anni di programmazione e un carattere esigente non potevano finire in una nuvola di fumo.

Altre fasi che invece richiedono maggiore esperienza in campi nei quali non sono ferrata (come l’editing) le affido a professionisti. Dalla mia esperienza l’editing dei propri libri non è una cosa che si può fare da soli, neppure se si è editor.

Al limite (ma proprio molto al limite) potrebbe aiutare avere uno stuolo di betareader, ma devono essere davvero molto bravi, e comunque non è detto che individuino tutte le problematiche che impediscono a un testo di avere la qualità editoriale.

Riguardo la grafica: per alcuni libri mi sono servita di un grafico, mentre per “Il cielo della Sposa” ho voluto sperimentare alcune tecniche: sumi-e, la tecnica di pittura a inchiostro su carta di riso, e seguente elaborazione digitale. Ma ho impiegato due mesi per arrivare alla copertina; un grafico con esperienza e manualità ci avrebbe impiegato molto meno.

8 – Cosa ne pensi delle case editrici a pagamento?

Ne penso tutto il male possibile e anche di più.

Quando si svolge un qualsiasi lavoro, questo deve essere utile alla società, avere ricadute positive anche per altre persone. Una casa editrice vera si prende i suoi rischi, ma se è seria da un lato funge da filtro per evitare che opere immature giungano alla carta, e dall’altro remunera l’autore in termini economici e anche permettendogli di imparare piccole accortezze che lo migliorano come scrittore, tramite la partecipazione alla fase di editing.

Le case editrici a pagamento, invece, non fanno da filtro e pubblicano qualsiasi cosa. Non aiutano l’autore a crescere ma anzi lo convincono che è uno scrittore fatto e finito e in più gli spillano soldi, per poi lasciarlo da solo con i propri sogni infranti, arrabbiato e spesso con una caterva di libri invendibili. Le case editrici a pagamento prendono e basta, senza contribuire al miglioramento della società. Esattamente come fanno i parassiti si concentrano solo sul proprio tornaconto e al diavolo gli altri.

Di queste pratiche non posso proprio pensarne bene.

9 – Ultimamente stai lavorando a qualche nuova opera?

“Sempre” come direbbe il Piton di Harry Potter. Ho sempre la tastiera in fermento, certo.

Dodici giorni dopo l’uscita de “Il cielo della sposa”, il 31 ottobre 2024 uscirà un mio racconto “il Patto” in un’antologia a tema gatti. È un libro al quale collaboro con altri autori e il ricavato andrà interamente in beneficenza.

Inoltre sto scrivendo il secondo volume di Zhōng guó, che spero di pubblicare nel 2025.

E intanto tengo a bada Alex, un personaggio di una trilogia che vedrà la luce più avanti, ma che spesso torna a molestare i miei pensieri chiedendo che la sua storia venga scritta anche quando mi sto occupando di altro. A volte alcuni personaggi lo fanno e allora sono una seccatura.

10 – Come concili la passione per la scrittura con la vita personale e quotidiana?

La concilio facendo delle scelte, come in ogni cosa. Sono una consulente informatica e il tempo che non dedico a programmare lo dedico a scrivere o a promuovermi come autrice. Passare da un ambito schematico come la programmazione a quello più creativo come scrivere non è proprio semplice perché sono attività che richiedono mentalità abbastanza diverse, ma sto imparando a gestire meglio questa transizione e a renderla più rapida.

11 – A quale autore / autrice ti ispiri, se ti ispiri?

Non mi ispiro a nessuno, per me sarebbe limitante. Ma leggo molto e quando trovo qualcuno con uno stile che mi piace, mi accorgo che anche il mio stile migliora. Non copio, questo assolutamente no. Ma è come se vedessi cadere dei limiti espressivi che non sapevo di avere e me ne sento liberata. È una bella sensazione.

Contrariamente a quello che credevo da ragazzina, leggere non condiziona lo stile, ma lo libera, lo migliora. Di conseguenza chi scrive senza leggere altri autori può usare un set più limitato di finezze e di tecniche rispetto a chi legge molto, quindi il consiglio per tutti è sempre lo stesso: leggete tantissimo.

12 – Qual è il tuo libro preferito?

Domanda la cui risposta è difficilissima da trovare. Il libro che ho riletto più volte è “buona apocalisse a tutti” scritto a quattro mani da Sir Terry Pratchett (che ci è stato strappato troppo presto) e Neil Gaiman. Ci sono intere scene che trovo perfette e, anche se le conosco a memoria, leggerle ha il potere di farmi ritrovare ogni singola volta lo stesso piacere. Se non è una costruzione perfetta questa, io non so cosa lo sia.

13 – Cosa ne pensi del mondo dell’editoria in generale?

È un mondo con grossi guai dovuti all’evoluzione storica del settore.

Limitandomi all’argomento economico e prendendo in considerazione solo le CE vere e oneste: le case editrici si trovano schiacciate tra i costi (del lavoro e delle materie prime) e i ritardi con i quali distribuzione e vendita al dettaglio pagano la CE. Nessuna azienda riesce a prendere decisioni serene, in quella situazione. Oltretutto i distributori sono sempre meno e quei pochi, sempre più potenti, si divorano fette altissime del prezzo di copertina. Di conseguenza a chi davvero il libro lo scrive e lo stampa, ovvero i veri motori dell’editoria, restano solo le briciole. Sembra la stessa stortura che c’è in agricoltura, dove chi ci guadagna meno è proprio il contadino.

Una piccola svolta economica per le CE può essere la vendita diretta dei libri sul proprio sito. O la vendita degli ebook, che hanno spese vive praticamente pari a zero. Ma oltre a dover combattere con il gigante Amazon che ha una visibilità incommensurabile, molte CE sono in ritardo, non si attrezzano per le nuove frontiere e non offrono il formato elettronico perdendo una fetta enorme di mercato. Lo trovo un peccato, perché in realtà è davvero semplice produrre un ebook una volta che c’è il testo revisionato e corretto.

Poi c’è il fatto che le CE ricevono tantissimi manoscritti e la maggior parte rispondono solo in caso di accettazione. Basterebbe poco mandare anche la comunicazione di riscontro negativo e non lasciare autori, che sono persone, nell’attesa di qualcosa che non arriverà mai.

Ma capisco che sia una misura per cautelarsi: mi dicono che alcuni autori davanti al rifiuto arrivino agli insulti e anche alle minacce, tutte cose a cui nessun impiegato dovrebbe essere esposto. Probabilmente basterebbe inserirli in una black list che impedisca ogni successiva ricezione di email. Ma come dicevo: le case editrici non sono molto a proprio agio con la tecnologia.

14 – Dove possiamo contattarti (e- mail, pagine social, blog personale, ecc.)?

Pur essendo nel campo informatico da un quarto di secolo non sono bravissima nel promuovermi. Qui i miei contatti:

email k@katyblacksmith.it

sito web https:\\katyblacksmith.it

pagina autore su Amazon: https://www.amazon.it/stores/author/B0B6CVCCQ4

contatto nel fediverso: https://mastodon.uno/@katttivizzima

pagina Facebook: https://www.facebook.com/KatyBlacksmithStories

profilo Instagram (che uso pochissimo): https://www.instagram.com/katyblacksmith_stories/

 

Grazie infinite Katy per aver accettato questa intervista. Ne sono proprio contenta, e mi sono piaciute tutte le tue risposte, scritte in modo approfondito e dettagliato, con anche un tocco ironico.
Spero che sia piaciuta anche a voi e fatemi sapere se conoscevate questa brava autrice e se avete letto i suoi libri.

Buona lettura!

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