Segnalazione:
Cioran.
In tragico di utopia
di
Pierfranco Bruni

Buongiorno lettori,
vi segnalo il saggio: “Cioran. In tragico di utopia” di Pierfranco Bruni, edito Edizioni Solfanelli.

Pierfranco Bruni pubblica un libro su Cioran di un interesse notevole per il metodo di studio e l’approccio tutto originale. Titolo suggestivo: “Cioran. In tragico di utopia”, Solfanelli editore. Non c’è solo Cioran tra le pagine di questo elegantissimo libro. Ci sono Eliade, Horia, Ionesco. Ovvero una linea rumena. Ma non si ferma qui. Va anche da Sgalambro a Gluksmann. Insomma un testo di ampio respiro filosofico.

Autore già conosciuto per i saggi Il tragico e la bellezza – In dialogo con la letteratura russa, Manlio Sgalambro – L’empietà del greco siculo, La profezia del bosco. Cesare Pavese Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri, la raccolta di poesie Ricordi di passi di segni sulla sabbia sulle onde… Fili di luna stelle di vento… Ritagli di tempo, e il romanzo Io e il capitano Achab.

Biografia:
Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario. Direttore archeologo. Esperto di Letteratura dei Mediterranei. Vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura.

Genere: saggio
Editore: Edizioni Solfanelli
Data di pubblicazione: 24 giugno 2026
Numero pagine: 132

Sinossi:
La filosofia, se non è contraddizione nell’affascinamento tra il dubbio e la visione di un’ipotetica certezza, non è. Occorre superare la metafisica, eppure la domanda resta: può Cioran essere un “apolide metafisico”? Siamo di fronte a una metafisica che rifiuta l’ontologia alla religione. Tra le maglie della condizione d’esistere, resta soltanto l’obbligo di compromettersi con la ragione, mentre l’esistenza si rivela un’utopia senza vacanze, pause o distrazioni. Si prende consapevolezza che la storia è inevitabile e, al contempo, inefficace. Non si cammina nel tempo, ma nella morte, ogni giorno, catturando frammenti di macerie che affollano un presente già vissuto nel momento stesso in cui svanisce. In questo saggio, Pierfranco Bruni attraversa le macerie e i paradossi di una filosofia che rifiuta ogni sistematicità. Siamo flagellatori ed eredi dei flagellanti: Cioran tocca l’evidenza del sacrificio, quel sacro che si conficca nell’utopia anziché nella storia. Cercare perde ogni obiettivo; aver trovato, nella notte scura, ci rende uomini tristi, ma consapevoli di un destino il cui misterioso inciampo è la morte. Il tempo e la morte sono i veri protagonisti di uno scenario in cui il tramontare è il fine ultimo di chi ha ucciso gli dèi. Cioran è un tragico nelle utopie delle idee che si fanno Pensiero.

 

Vi lascio anche il comunicato stampa:

Il libro su Cioran di Pierfranco Bruni propone una rilettura del metodo antisistematico della filosofia del Novecento

 

La filosofia ieri e oggi. Tra modernità e tradizione. Cioran in Pierfranco Bruni. In tragico di utopia. Un percorso di una filosofia mai sistematica. Tra Schopenhauer e Heidegger. Punti di riferimento.

Pierfranco Bruni pubblica un libro su Cioran di un interesse notevole per il metodo di studio e l’approccio tutto originale. Titolo suggestivo: “Cioran.  In tragico di utopia”, Solfanelli editore.  Non c’è solo Cioran tra le pagine di questo elegantissimo libro. Ci sono Eliade, Horia, Ionesco. Ovvero una linea rumena. Ma non si ferma qui. Va anche da Sgalambro a Gluksmann. Insomma un testo problematico.

 

La filosofia, se non è contraddizione nell’affascinamento tra il dubbio e la visione di un’ipotetica certezza, non è. Da questa chiosa parte Bruni. Occorre superare la metafisica, eppure la domanda resta: può Cioran essere un “apolide metafisico”? Siamo di fronte a una metafisica che rifiuta l’ontologia alla religione. Tra le maglie della condizione d’esistere, resta soltanto l’obbligo di compromettersi con la ragione, mentre l’esistenza si rivela un’utopia senza vacanze, pause o distrazioni.

 

Si prende consapevolezza che la storia è inevitabile e, al contempo, inefficace.

Non si cammina nel tempo, ma nella morte, ogni giorno, catturando frammenti di macerie che affollano un presente già vissuto nel momento stesso in cui svanisce.

 

In questo saggio, Pierfranco Bruni attraversa le macerie e i paradossi di una filosofia che rifiuta ogni sistematicità. Siamo flagellatori ed eredi dei flagellanti: Cioran tocca l’evidenza del sacrificio, quel sacro che si conficca nell’utopia anziché nella storia.

Cercare perde ogni obiettivo; aver trovato, nella notte scura, ci rende uomini tristi, ma consapevoli di un destino il cui misterioso inciampo è la morte. Il tempo e la morte sono i veri protagonisti di uno scenario in cui il tramontare è il fine ultimo di chi ha ucciso gli dèi. Cioran è un tragico nelle utopie delle idee che si fanno Pensiero. Un tema che Pierfranco Bruni affronta con una forza mistica. Come già aveva fatto con i libri precedenti. Uno da tutti il libro su Camus.  Infatti anche in questo suo Cioran ritorna su Camus creando una comparazione con la filosofia dell’ultimo Novecento compreso appunto anche Cioran. Un libro che non lascia assolutismo indifferente.

In uscita in questi giorni presenta un articolato percorso nel quale Pierfranco Bruni non definisce ma apre uba chiave di lettura problematica sul piano ermeneutico. Pagine di una singolare eleganza che sottolineano l’importanza di una filosofia non sistematica. L’uomo al centro e mai le cose o il sistema. Un libro che resta. Un libro importante.

 

Molto carino, cosa ne dite?

Buona lettura!

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