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Intervista all’autore…

Andrea Villa

Buongiorno lettori,
per questa rubrica oggi vi presento Andrea Villa.

In fondo al post tutti i link sull’autore.

Diamogli un grande Benvenuto ed eccovi l’intervista.

1 – Raccontaci di te.

Mi chiamo Andrea, ho 29 anni (ne faccio 30 a giugno) e da sempre vivo immerso nella fantasia. Fin da piccolo ho sentito il bisogno di creare mondi, storie e possibilità alternative alla realtà, come se l’immaginazione fosse il mio modo naturale di esplorare il mondo.

Ho la Sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento che, nel mio caso, si traduce in una mente molto focalizzata, una forte memoria e una particolare sensibilità ai dettagli. Allo stesso tempo, comporta alcune difficoltà nelle relazioni sociali e una tendenza a cercare ordine e stabilità attraverso routine ben definite. Con il tempo ho imparato a conoscerla e a trasformarla, per quanto possibile, in una risorsa.

Oltre alla scrittura, i miei interessi principali sono la Storia, soprattutto quando si intreccia con l’ucronia, cioè l’idea di immaginare come sarebbero potute andare le cose, e la Biologia, che mi affascina in tutte le sue forme: da quella reale a quella preistorica, fino alle sue declinazioni più speculative. Mi piace capire come funzionano i mondi, reali o immaginari, e questo si riflette molto anche in ciò che scrivo.

Un’esperienza che mi ha segnato profondamente è stata il volontariato all’estero tramite Workaway. Per diversi anni ho avuto l’opportunità di vivere in paesi come Spagna, Finlandia e Irlanda, entrando in contatto con culture diverse, persone straordinarie e situazioni che mi hanno fatto crescere molto, sia come persona che come osservatore del mondo. Sono esperienze che mi hanno  arricchito, e che hanno contribuito a formare ed influenzare il modo in cui scrivo.

Dal punto di vista narrativo, sono particolarmente attratto dal fantasy, dalla fantascienza e da tutte quelle storie che si muovono “ai confini della realtà”, per citare una famosa serie degli anni 50’. Mi affascina l’idea di prendere elementi reali e piegarli, trasformarli, spingerli oltre per esplorare possibilità nuove, spesso per parlare, in fondo, proprio della nostra realtà.

Scrivo perché è il modo più naturale che ho per dare forma a tutto questo: idee, domande, scenari. Nelle mie storie cerco di unire immaginazione e coerenza, costruendo mondi che siano fantastici ma credibili, dove ogni dettaglio ha un senso. Mi interessa soprattutto esplorare i conflitti, le scelte e le conseguenze, sia su scala personale che più ampia.

Nonostante le esperienze già vissute, ho la sensazione di essere solo all’inizio del mio percorso. Vorrei continuare a viaggiare, conoscere nuove realtà e, allo stesso tempo, crescere come autore, con l’obiettivo di raccontare storie sempre più profonde e coinvolgenti.

Perché, in fondo, ogni storia è un viaggio, e quando una finisce, un’altra è già lì ad aspettarci, pronta a portarci ancora più lontano.

2 – Quando è nata la passione per la scrittura?

Ho sempre amato i libri e le buone storie, ma la mia passione per il mondo della scrittura è nata un po’ dopo, quando andai insieme con la mia classe nella biblioteca del mio paese ad incontrare una scrittrice. Non ricordo bene chi fosse o cosa disse, ma ricordo di essere rimasto così impressionato dalle sue parole che, dopo tempo dopo, iniziai i miei primi esperimenti di scrittura. Tra essi, ricordo in particolare il mio primo tentativo di scrivere un libro, Il Villaggio degli Animali, una storia senza capo né coda che parlava di una classe di bambini trasformati in animali parlanti dal magico intruglio di uno scienziato un po’ pazzo, e che decidevano di restare nella foresta e costruirsi una propria società, dove molti anni addietro un giornalista sulle loro tracce li avrebbe scoperti. Era una trama alquanto illogica, e il testo che scrissi, a paragone con le mie opere più recenti, era davvero becero (come ho constatato alcuni anni fa, dopo che ne ritrovai una copia), ma ancora adesso lo considero il mio inizio come scrittore, e uno dei momenti salienti della mia vita.

3 – Quali sono i libri e / o racconti che hai pubblicato finora?

Al momento I racconti di Enthalassia è il primo libro che abbia tentato di pubblicare. L’ho scritto quasi quindici anni fa, iniziato durante una calda ed assolata vacanza estiva. Purtroppo, i miei tentativi di farlo pubblicare tramite gli editori tradizionali si sono spesso risolti in insuccessi: molte case editrici mi hanno snobbato, senza mai rispondere alle mail in cui inviavo loro la mia opera; oppure mi rispondevano solo dopo mesi, con le classiche parole che ogni autore ha imparato a conoscere ed odiare ‘siamo spiacenti ma il suo libro non corrisponde alle nostre attuali esigenze editoriali.”

Sei-sette anni fa, grazie al consiglio di un amico, riuscii finalmente a trovare una casa piccola editrice, la Maratta Edizioni, nata da poco per iniziativa e volontà di una persona meravigliosa che come me credeva nei sogni, Monica Maratta. Purtroppo, subito dopo la pubblicazione ed erano già previsti  diversi eventi di presentazione, arrivò il COVID e fummo tutti rinchiusi nelle nostre case. Il mio libro cadde nel dimenticatoio, la casa editrice fallì e l’amarezza della sconfitta fu tale che per diversi anni abbandonai qualsiasi aspirazione di pubblicazione. Solo da un anno a questa parte, grazie alle esperienze maturate nel frattempo, ho deciso di ritentare, stavolta come self.

Detto questo, il mio libro non è l’unica cosa che abbia mai pubblicato o che abbia mai tentato di pubblicare. Durante il periodo di isolamento, ho iniziato a scrivere fan-fiction, ovvero storie basate su altre opere ed universi, in lingua inglese, che poi pubblico su siti specializzati. All’inizio, non avevo molto seguito, ma col tempo, continuando a scrivere e pubblicare nuovi capitoli e aggiornamenti, sono riuscito a crearmi un pubblico di lettori appassionati alle mie storie, che sovente mi lascia commenti e apprezzamenti per il mio lavoro. Riuscireste a crederci che le mie storie online hanno raccolto un pubblico di oltre 60.000 lettori?

4 – Da cosa trai ispirazione per le tue storie?

A essere sincero l’ispirazione mi giunge un po’ dovunque, e può arrivare in qualsiasi forma e in qualsiasi modo. Per esempio, per una delle mie storie online, ho creato dei personaggi originali, creati da me, da affiancare ai personaggi canonici preesistenti, basandomi su tratti della mia personalità ed elementi della mia storia personale; la verde foresta di Enthalassia è basata sul parco della Villa Borromeo di Arcore, luogo che ho frequentato spesso sin da quando ero bambino; molti personaggi del mio libro sono nati come ispirazioni e rielaborazioni di persone che ho conosciuto, oppure di determinati archetipi letterari ma sovvertiti (classico esempio Tharax l’orco, che contrariamente alla raffigurazione classica degli orchi ama leggere e odia i conflitti inutili).

L’ispirazione in sé può arrivare da dovunque: da altre storie che leggi; da ciò che accade intorno a te; da qualcosa che gli altri non notano ma tu sì; anche da una semplice idea che viene poi sviluppata ed elaborata. Cosa succederebbe se, per una notte all’anno, tutti i crimini diventassero legali? Cosa succederebbe se, un giorno, gli animali di una fattoria si ribellassero al loro padrone e decidessero di gestirsi da soli? Eroi che si levano contro re malvagi e tirannie, giovani protagonisti che vanno scuola per imparare la magia, mondi di passione di terrore, storie d’imprese coraggiose e turbolente redenzioni… per ognuna di queste storie, e per mille altre che nascono ogni giorno, nelle menti di chi osa ancora sognare, l’ispirazione può arrivare in modi sempre diversi e inaspettati.

Fintanto ci saranno persone che potranno ‘accorgersi’ degli spunti intorno a loro, fintanto ci saranno idee che alcuni riterranno degne di essere sviluppate, ci saranno sempre nuove storie da raccontare, nuove avventure da vivere, e nuovi personaggi per cui emozionarci.

5 – I personaggi sono meramente inventati o ricalcano qualche persona reale?

Come ho già detto nella mia precedente risposta, molti dei personaggi che creo ricalcano persone che ho conosciuto per davvero, oppure tratti della mia personalità e della mia anima, estrapolati ed evoluti fino a diventare personaggi propri. C’è molto di me in Tharax, tra cui la mia passione per la letteratura e la mia ‘intolleranza’ per essere trattato per come appaio, anziché per quello che sono.

Altri personaggi, come Ambra, nascono sulla base di un archetipo che poi sovverto (la principessa classica che in realtà, vive una vita misera e priva di felicità, prigioniera di una gabbia dorata) per sorprendere il lettore rivelandone la personalità prima nascosta sotto fronzoli e galanterie, oppure Dursaman lo stregone nero (il cui nome è un gioco di parole su un altro personaggio fantasy ben più noto, da cui mi sono ispirato) che a differenza di molti stregoni ‘classici’ non è stato sedotto dal male, bensì ripudiato dal bene dopo una terribile tragedia personale.

6 – Cosa ne pensi del self publishing?

Personalmente, non ho avuto il tempo di farmi una propria opinione sul self-publishing, anche perché questa è la mia prima esperienza con questo esperimento di auto-pubblicazione in proprio. Sarò considerato uno scrittore vecchio stile, ma sono cresciuto nell’idea che uno scrittore dovrebbe dedicarsi alla propria opera per poi, una volta completata (quantomeno la prima stesura), rivolgersi o direttamente a una casa editrice interessata a pubblicare e promuovere il suddetto libro oppure, indirettamente, per mezzo di un’agente letterario.

Il self-publishing, a mio avviso, presenta non poche incognite e dubbi, in particolare il fatto che l’autore diventa responsabile principale della propria opera e quindi deve occuparsi, dopo averla scritta, di pubblicarla, promuoverla, cercare di diffonderla il più possibile nel tentativo di vendere copie, eccetera. Per me, che come ho detto sono Asperger, è la parte più difficile.

Purtroppo, dopo essere stato innumerevoli volte da quasi tutte le case editrici italiane che conosco, e aver visto con i miei occhi l’evoluzione negativa che il mondo editoriale italiano ha subito negli ultimi anni, mi sono reso conto che le mie speranze di trovare un editore erano ormai minime, per cui, sotto consiglio di diversi amici che conoscono il settore, ho deciso di tentare la strada del self.

7 – Se a tua volta sei un autore self curi da solo ogni fase di pubblicazione o ti avvali di qualche collaboratore (esempio: agenzie letterarie, correttori di bozza, illustratori, ecc.).

Ovviamente non curo da solo ogni fase della pubblicazione: non solo perché molte fasi del processo di pubblicazione mi sono ancora relativamente sconosciute, ma anche perché spesso richiedono particolari abilità o skillset che non possiedo. Per questo motivo sovente faccio ricorso a vari collaboratori, sia durante le fasi di rilettura, controllo e modifica del testo (correttori di bozza & editor) sia durante lo sviluppo di elementi come la copertina (illustratori). Per quanto riguarda le agenzie letterarie, ne ho provate alcune in passato, ma sia per i risultati sia per il rapporto che c’è stato, non ho avuto esperienze molto positive…

8 – Cosa ne pensi delle case editrici a pagamento?

Che ne penso? Che siano delle vere e proprie truffe, nate per approfittare dei giovani autori esordienti, alla ricerca di una casa editrice disposta a pubblicare i loro lavori.

Vi spiego come funziona: quando un autore propone la propria opera a una casa editrice a pagamento, questa dopo un po’ risponde e si dice interessata a pubblicare l’opera… purché l’autore accetti di pagare una certa cifra. Dopo il pagamento, la casa editrice stampa un determinato numero di copie cartacee dell’opera e poi le lascia lì, senza fare alcuna promozione né impegnandosi per far conoscere l’opera. Dopo un po’, la casa editrice ricontatta l’autore, gli dice che l’opera non è andata bene e che le copie rimaste in giacenza dovranno essere distrutte, offrendosi di rivenderle all’autore per un certo prezzo. L’autore, a malincuore, spesso paga e si ricompra un certo numero di copie del proprio libro, le regala ad amici e parenti, o se le tiene in casa, convinto di aver tentato ma fallito, mentre la casa editrice a pagamento (in realtà uno stampatore che si spaccia come editore) lucra sulle sue speranze e sul suo entusiasmo.

Moltiplicate la suddetta operazione per un certo numero di autori, tutti esordienti e con grandi sogni, e potete capire come mai questo abietto sistema si alimenta.

9 – Ultimamente stai lavorando a qualche nuova opera?

A dire il vero sì. Come segnalato sul mio sito web, al momento ho altri due romanzi in fase di sviluppo e lavorazione.

Il primo è il seguito di La Grande Migrazione, e vedrà Tharax & company affrontare nuove sfide nel misterioso continente di Enthalassia, cercando di costruire una nuova casa per i propri popoli e affrontare nemici vecchi e nuovi; l’altro è invece un romanzo fantastorico ambientato in Mississippi durante gli anni della Guerra Civile Americana, e vede come protagonista una giovane studentessa che, in seguito a un terribile incidente, si ritrova suo malgrado ‘reincarnata’ nel corpo di una ricca ereditiera di una famiglia latifondista dell’epoca.

Tuttavia, poiché al momento sono maggiormente focalizzato sia sul ‘rilancio’ del mio primo libro, sia su altri progetti (in particolare, sulle mie storie online), al momento entrambi sono fermi. Chissà, forse un giorno, se il primo libro avrà abbastanza successo, avrò tempo ed occasione per riprenderle in mano e iniziarne la riscrittura…

10 – Come concili la passione per la scrittura con la vita personale e quotidiana?

Questa è una domanda molto complessa, che tuttavia sono ben lieto di spiegare. Non nascondo che, da un punto di vista esterno, la mia routine di scrittura settimanale può apparire molto ferrea: quando scrivo, mi piace alzarmi alle sei, anche se non dovrei iniziare a scrivere prima delle nove e mezza, giacché alzarmi alle sei mi permette di ‘settare’ la mia mente sul mood giusto per scrivere e, qualora lo volessi, di iniziare a scrivere con largo anticipo, riducendo il rischio di rimanere invischiati nell’arcinoto ‘terrore della pagina bianca’ che a dispetto del nome non si ripresenta solo quando inizi una nuova opera, bensì ogni volta che devi ricominciare a scrivere un certo lavoro.

Quando i miei impegni personali me lo permettono, per esempio se ho la giornata ‘vuota’, cerco di scrivere tutto il giorno dalle nove e mezza di mattina fino a mezzogiorno, e poi ricominciare di nuovo nel pomeriggio alle due e mezza finché posso; quando invece ho altri impegni personali durante la giornata (ad esempio il lavoro) cerco di adattare il mio programma in base alla mia disponibilità di tempo, lavorando solo metà giornata o anche meno se non riesco a liberarmi. La sera, quando possibile, vado sempre a letto a un orario decente, così da svegliarmi con la mente fresca e riposata il giorno seguente.

Tengo almeno due giorni alla settimana in cui non scrivo, mentre negli altri giorni mi organizzo così da cercare di portare avanti il maggior numero possibile di storie contemporaneamente.

Ammetto che ci sono dei giorni, di tanto in tanto, in cui la mia mente e il mio fisico mal tollerano la mia stessa pianificazione: è una cosa normale, e quando accade, la scelta è se decidere di riposarsi, o insistere e andare avanti.

Ma quando poi  riesco a scrivere qualcosa che mi soddisfa, che mi piace e che ricalca esattamente quello che volevo raccontare, quando discuto delle mie opere con i miei amici e collaboratori e ricevo feedback e critiche costruttive, quando pubblico un nuovo capitolo o una nuova opera, e sono gratificato  dai commenti dei vari lettori, sia in italiano che in inglese, allora il mio cuore si riempie di speranza e di gioia, perché so di aver portato fantasia ed avventure nel loro cuore e nelle loro  menti e che, forse,  ho reso migliore la loro giornata.

Questa è la gioia che provo nell’essere scrittore. Anche quando poche persone si degnano di lasciare il loro riscontro, dopo settimane passate a scrivere un solo capitolo, è una sensazione meravigliosa sapere che, là fuori, c’è qualcuno che ha letto la tua  storia,  che l’ha apprezzata e che non vede l’ora di leggere altro di tuo.

11 – A quale autore / autrice ti ispiri, se ti ispiri?

Tra gli autori che preferisco, e che considero le mie maggiori influenze, tra gli internazionali posso menzionare Harry Turtledove, Anthony Trollope, Jules Verne ed Eric Flint, l’ultimo dei quali per il suo ‘particolare’ stile di vita e filosofia personale, è l’archetipo dello scrittore che vorrei essere. Tra gli italiani, invece, i nomi che mi hanno particolarmente ispirato sono Raimondo Luraghi, Alberto Moravia e Niccolò Ferrari, l’ultimo dei quali ho personalmente conosciuto in alcune occasioni.

12 – Qual è il tuo libro preferito?

Il mio libro preferito in assoluto è Ecotopia, romanzo scritto da Ernest Callenbach nel 1975, e che descrive, dal punto di vista di un giornalista americano, la vita quotidiana, i costumi, la società e l’ideologia della suddetta ‘nazione ecologica’, dove l’ecosostenibilità tra l’uomo e le altre specie, il dialogo, l’autenticità personale e lo spirito d’iniziativa vengono messi in primo luogo. Ecotopia è il mio romanzo preferito giacché ci racconta come una società migliore, costruita sul rispetto anziché sulla competizione, e dove la gente preferisce pensare a lungo termine e piantare alberi pur sapendo che non vivranno abbastanza da vederli crescere, anziché sacrificare il proprio futuro alla ricerca di un piacere immediato e temporaneo.

13 – Cosa ne pensi del mondo dell’editoria in generale?

Penso che il mondo dell’editoria in generale, considerato come l’editoria a livello mondiale e non quindi circoscritta all’Italia, abbia un notevole potenziale e potrebbe, in teoria, offrire eccellenti chance per persone in tutto il mondo di far conoscere le loro storie, trasmettere le loro emozioni, le loro storie, le loro sensazioni e i loro insegnamenti, così come di aiutare moltissime di queste persone a migliorare la loro condizione sociale e la loro influenza nel mondo. Basta solo pensare per esempio a tutte quelle storie che ancora adesso sono fonte di ispirazione e d’insegnamento, e per quante vite esse hanno fatto la differenza.

Il problema, presente in ogni dove seppur maggiormente accentuato in certe nazioni e mercati letterari, è l’eccessivo sentimento di paura e sfiducia che imperversa tra color che scrivono le storie e coloro che hanno il potere di diffonderle. Gli editori infatti, sono degli investitori, quindi hanno tutto l’interesse a far sì che i propri investimenti di tempo, denaro e risorse non vadano sprecati. Se sei già un autore famoso, se il tuo nome ha peso e se quindi porti con te la certezza che qualsiasi opera pubblicherai venderà un minimo di copie, ovviamente gli editori saranno più propensi a darti ascolto, non altrettanto se sei un’esordiente al suo primo libro.

Purtroppo, gli eventi recenti (in particolare la pandemia COVID 19) hanno gravemente scosso il mondo mondiale dell’editoria,  facendo fallire le  piccole case editrici  e rendendo le  altre sempre più chiuse e timorose di investire in nuovi autori senza garanzie e soprattutto puntando su generi considerati “più sicuri” come i gialli, le storie  romantiche e quelle storiche. Anche per questo, moltissimi scrittori hanno abbandonato l’idea di farsi pubblicare tramite casa editrice, e hanno intrapreso invece la strada del self.

14 – Dove possiamo contattarti (e- mail, pagine social, blog personale, ecc.)?

Grazie mille per la domanda.

Al momento ho diversi profili, sia Facebook (https://www.facebook.com/andrea.villa.it) che Instagram (https://www.instagram.com/andrea.villa.scrittore/) dove quando possibile mi piace condividere brevi storie, sia in italiano che in inglese, oppure altri generi di contenuti legati alle mie opere scritte. Possiedo inoltre un server Discord (https://discord.gg/fPyytcyPzQ) soprattutto per fan delle mie storie in lingua inglese, sul quale invito con piacere qualsiasi lettore che sia alla ricerca di uno spazio protetto dove chattare con altre persone, ricevere aggiornamenti regolari sulle mie storie, farmi domande o discutere con me dei miei progetti futuri, come intendo procedere con le mie storie o anche solo fare quattro chiacchiere.

Ho anche un mio sito personale da scrittore (https://andreavillawriter.com/), uno spazio in cui raccolgo i miei progetti, le storie che sto sviluppando e quelle che verranno. È il punto migliore per entrare nel mio mondo narrativo: lì si possono leggere gratuitamente diverse delle mie opere e farsi un’idea concreta del mio stile e delle atmosfere che cerco di creare.

Se siete curiosi di scoprire come scrivo, quello è il posto giusto da cui iniziare. Il sito è già online — o lo sarà a breve — quindi, se il link non dovesse funzionare subito, vale la pena riprovare.

 

Grazie infinite Andrea per aver accettato questa intervista. Ne sono proprio contenta, e con piacere verrò a curiosare sul tuo sito 🙂
Spero che sia piaciuta anche a voi e fatemi sapere se conoscevate questo bravo autore e se avete letto il suo libro.

E mi raccomando, seguite le altre tappe del blog tuor, di seguito il calendario:
11 maggio – Gli occhi del lupo: Presentazione dell’evento
12 maggio – Paper Purrr: L’anomalia
13 maggio – Buona Lettura: Intervista all’autore
14 maggio – Le letture di Adso: I personaggi
15 maggio – Stefy e la biblioteca di casa: L’ambientazione

Buona lettura!

Link utili su Andrea Villa:

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