Intervista all’autore…
Fiammetta Murino Rossi

Buongiorno lettori,
per questa rubrica oggi vi ritorna Fiammetta Murino Rossi.

In fondo al post tutti i link riguardanti l’autrice.

Diamole un grande Benvenuto ed eccovi l’intervista.

1 – Ciao Fiammetta, bentrovata sul blog. Cosa è cambiato dall’ultima intervista? Dove ti sta portando il lavoro di scrittrice?

Sono passati quasi due anni, in effetti! Periodo assai proficuo dove ho lavorato moltissimo; ci sono state antologie di racconti gialli, concorsi letterari, due romanzi nel cassetto e uno fresci du stampa. Direi che questo lavoro mi sta portando assai lontano. Per fortuna, aggiungo.

2 – Veniamo al tuo nuovo romanzo “L’Istitutrice di Birkhall Manor”, cosa ci puoi svelare?

Amo le atmosfere delle sorelle Bronte, hai presente, Jane Eyre, Cime tempestose? Ci sono cresciuta immaginando mille volte cosa avrei fatto nei panni di Jane o di Catherine. Ebbene, questo nuovo romanzo è un giallo ambientato nella brughiera inglese del 1864. La protagonista è un personaggio singolare che cerca di buttarsi alle spalle il passato. L’occasione arriva quando viene quasi costretta a prendersi cura di una ragazzina paralizzata alle gambe in seguito a un grave incidente in cui ha perso anche i genitori. L’alunna si chiama Tiffany, ha dodici anni, odia il mondo e sé stessa ancor di più. Farà di tutto per rendere impossibile la vita a Elizabeth.

3 – Elizabeth Seville arriva a Birkhall Manor con un passato oscuro: quanto il suo dolore personale influenza il modo in cui si avvicina a Tiffany? È una forma di redenzione, di fuga o entrambe?

Bella domanda! Elizabeth è abituata ad avere a che fare con ragazze difficili. Tiffany, però, è diversa, alterna momenti di rabbia incontenibile ad altri catatonici. Elizabeth all’inizio è in difficoltà, sia perché non ha mai visto tanto autolesionismo, sia perché quella ragazzina le ricorda disperatamente sé stessa alla sua età. L’inizio, quindi, non è dei più sereni. In più Elizabeth non riceve alcun aiuto, né dalla nonna di Tiffany, né dalla dama di compagnia della ragazzina che, anzi, la guarda con sospetto.

4 – In che modo il maniero vittoriano diventa quasi un personaggio autonomo della storia? Le sue stanze e la brughiera del Lincolnshire riflettono davvero i tormenti interiori dei protagonisti?

Sì, l’ambiente è un personaggio a tutto tondo. Fa da sfondo al mistero, lo ingloba, quasi. A Birkhall Manor ci sono posti dove non si può andare, segreti che devono rimanere nell’ombra, nomi che non si devono pronunciare. In tutto questo, la brughiera appare una landa ora selvaggia, ora immensa e ribelle che talvolta incarna i sentimenti di Elizabeth.

5 – Tiffany, paralizzata e traumatizzata, comunica più con i silenzi che con le parole: quanto è stato complesso costruire una voce narrativa per un personaggio così fragile, ma centrale?

È stato molto difficile. Descrivere la psiche di una ragazzina depositaria di un tremendo segreto ha richiesto molto lavoro, molto studio. È stata una sfida. Spero di aver reso bene il personaggio.

6 – Il personaggio di Felicia Beaufort incarna un’ambiguità inquietante. È pura antagonista o rappresenta qualcosa di più sottile, come il volto rispettabile del controllo e della manipolazione nell’epoca vittoriana?

Altra bella domanda! Felicia è la dama di compagnia di Tiffany, ed è anche un personaggio che mi è piaciuto moltissimo. Ha un suo passato, un motivo per cui si adopera anima e corpo alla cura di Tiffany. È maniaca del controllo, tutto deve passare per la sua supervisione. Tuttavia, è una donna che ha molto amato e molto sofferto, ma il suo è stato un amore malato che, calato nell’epoca vittoriana, non può che portare a una maschera di perbenismo. Tutto deve essere tenuto nascosto, soprattutto se non “convenzionale”.

7 – Il romanzo intreccia suspense psicologica e denuncia sociale: quanto è stato importante esplorare il tema del trauma infantile in un contesto storico in cui certe ferite non avevano nome?

In epoca vittoriana esistevano le “case di rieducazione” dove venivano mandate le persone sospettate di essere pazze o troppo ribelli tanto da rasentare l’immoralità. Ecco, Tiffany rischia di finire in un posto del genere o anche alla Bedlam, come veniva chiamato il manicomio Bethlem Royal Hospital. Una fine abbastanza comune per tutte quelle persone che non “rientravano” nell’educazione classica, che non erano inquadrati o che semplicemente vedevano il mondo con un’altra lente. Chiaramente, Elizabeth e Tiffany hanno molto in comune, compresa la paura di non venir capite e amate. In questo contenso, il trauma è un elemento centrale del tema. Elizabeth sfida tutto e tutti, pur di far sì che Tiffany affronti la verità. Il suo segreto è una cicatrice che va cauterizzata prima che la infetti completamente.

8 – Senza svelare troppo: quando Elizabeth inizia a indagare sull’incidente dei genitori di Tiffany, la verità appare come un mostro improvviso o come un’ombra che si allunga lentamente fino a soffocare tutto?

Come un’ombra che si allunga fino al suo passato e che rischia di farle perdere tutto. Eh sì, anche Elizabeth nasconde qualcosa…

9 – Se il romanzo fosse un colore quale sarebbe?

Di colori ne avrebbe diversi. Il verde scuro della brughiera mescolato al grigio dell’inverno, poi cede il posto all’azzurro del cielo, e al rosa delle rose che Elizabeth ama coltivare.

10 – Dove possiamo contattarti (e- mail, pagine social, blog personale, ecc.)?

Sono presente su IG, FB e tik tok. Basta cercarmi come Fiammetta Murino Rossi. Il romanzo, invece, è già disponibile in libreria e on line. Ovviamente se qualcuno volesse una copia autografata può venire alle presentazioni (seguirà calendario) o contattarmi in privato. Ne sarò molto lieta.

Io chiudo ringraziandoti di cuore per questa intervista e per supportare da sempre il mio lavoro. Grazie anche ai tuoi lettori.

 

Grazie infinite Fiammetta per aver accettato questa nuova intervista. Beh, le brughieri inglesi hanno il loro fascino, e quindi anche il tuo romanzo mi ispira molto!
Spero che sia piaciuta anche a voi e fatemi sapere se conoscevate questa brava autrice e se avete letto i suoi libri.

Buona lettura!

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