Intervista all’autore…
Roberta Alberti
Buongiorno lettori,
per questa rubrica oggi eccovi Roberta Alberti, di cui vi ho segnalato il romanzo a questo link.

Diamole un grande Benvenuto ed eccovi l’intervista.
Ho 52 anni, vivo in piccolo paese lucano, Calvello a 40 Km da Potenza (Basilicata); gestisco un mio ufficio da anni: ho un piccolo pacchetto assicurativo, in più collaboro con un padronato di Potenza occupandomi dei diritti dei lavoratori e dei pensionati.
I miei interessi spaziano dal sociale alla cultura, dalle varie espressioni artistiche ai rapporti umani, in questo momento i miei interessi sono focalizzati sulla fotografia amatoriale e la poesia.
Collaboro con l’Associazione Culturale Officina Mediterranea; creando e conducendo varie dirette su temi specifici (Disabilità, Violenza sulle donne, Bullismo, ecc.), intervisto poeti e scrittori nelle rubriche dedicate alla presentazione di testi.
Da pochi mesi, inoltre, ho ideato e conduco una mia rubrica dal titolo: “Pillole di curiosità” con La Voce del Mezzogiorno : dirette trasmesse online.
Vivo di Curiosità; per me è un’emozione esplorativa, è una forza motivante che mi spinge a cercare nuove informazioni, esperienze, conoscenze e a pormi domande per soddisfare questa sete di sapere.
Prima è nata la passione per la lettura in gioventù, poi una trentina di anni fa il desiderio di studiare le parole, loro origine e senso, con l’aiuto del vocabolario.
Con la morte di mio fratello scrittore, è nata in me l’esigenza di raccontare il dolore, la sofferenza e il vuoto per la perdita inattesa, l’imprevedibilità della vita e il segno che tutto ciò che lascia.
Ho curato nel 2019 la pubblicazione postuma del romanzo di mio fratello, Rocco Donato Alberti, dal titolo: Il Petrolio di Alarico. Molte mie poesie, versi e racconti brevi sono stati inseriti in varie antologie.
Versi in itinere è la mia prima opera pubblicata nel 2023 da Brigante Editore di Lagonegro.
L’ispirazione nasce dalla vita quotidiana, dai rapporti umani e sociali, dalle gioie e dai dolori che ogni evento porta con sé.
L’elaborazione a livello emozionale di tali situazioni, crea in me quell’esigenza di raccontarle in versi sciolti, senza metrica, al massimo con una impercettibile rima o qualche assonanza casuali.
L’opera è divisa in due parti, la prima è dedicata al superamento del lutto dovuto alla perdita inaspettata di mio fratello Rocco; inoltre è presente la problematica della mancanza d’amore e di comprensione della società rispetto alla disabilità.
È poesia come catarsi, fonte di liberazione.
La seconda parte: la rinascita grazie all’amore desiderato che si rivela tale verso una persona in particolare, ma anche vero sé stessi, la vita e la natura.
La capacità di una giovane poetessa, al suo primo lavoro, di mettersi a nudo completamente: questo, credo, sia uno degli aspetti sorprendenti della silloge.
L’arancione, perché è un colore brillante vivo come sono i miei versi. La fusione del giallo e del rosso rappresenta l’incontro dei miei sentimenti positivi e negativi, tristi e felici: nel mescolarsi, essi diventano una cosa sola, unici.
È un campo che non conosco bene, cercherò di capire come funziona, per le mie prossime pubblicazioni. Un amico professore, mi corregge le bozze e imposta lo schema del libro, riguardo alla foto di copertina e la grafica, grazie ai miei studi artistici mi piace mettermi alla prova e creare qualcosa di mio.
Purtroppo alla fine tutti ti abbandonano, forse solo io ho avuto esperienze negative.
Ho iniziato da tempo un piccolo racconto; spero di potervi dedicare più tempo in estate e finirlo. È quasi pronta anche un’altra silloge, preferisco attende prima di pubblicarla perché desidero dare più tempo a Versi in itinere per farlo conoscere il più possibile.
Tutto si fonde, scrivo appunti su dei foglietti o li annoto sul cellulare, mentre lavoro o sto a casa, quando mi sento ispirata li rielaboro secondo lo stato d’animo del momento.
Mi piace scrivere a penna, da un po’ di tempo ho rivalutato la mia calligrafia che odiavo. Ci sono giorni che sento l’esigenza di scrivere; quindi, nel silenzio del mio ufficio in armonia con i miei pensieri, mi lascio andare anche ore e ore.
Credo che l’ispirazione non scatti in orari precisi.
Nessuno, i miei versi nascono dall’esigenza di trasferire nero su bianco le mie emozioni.
Il primo che ho letto da ragazza dal titolo: Lettera ad un bambino mai nato di Oriana Fallaci; un libro che i miei fratelli e sorelle più grandi non volevano che leggessi, lo ritenevano non adatto alla mia giovane età. Mi incuriosiva il titolo.
Un mondo molto vasto, dove le regole non sono uguali per tutti: puntano sui nomi illustri, già conosciuti alla massa. In questo circolo vizioso, anche se sei uno scrittore con ottime qualità, resti fuori dal sistema se non hai le giuste conoscenze.
alberoby72@libero.it – https://www.facebook.com/roberta.alberti.94/
Instragram@aberoby
Grazie infinite Roberta per aver accettato questa intervista. Ne sono proprio contenta ed è vero, il mondo dell’editoria (soprattutto le grandi case editrici) pensano ad andare sul sicuro con nomi già noti. Speriamo che il modo di pensare possa cambiare.
Spero che sia piaciuta anche a voi e fatemi sapere se conoscevate questa brava autrice e se avete letto il suo libro.
Buona lettura!