Intervista all’autore…
Silvio Ters
Buongiorno lettori,
in collaborazione con Del Mostro editore, per questa rubrica oggi vi presento Silvio Ters, autore del romanzo Come la merda.

Diamogli un grande Benvenuto ed eccovi l’intervista.
Nella vita faccio il traduttore e altri lavori precari per tirare avanti. Lavoro spesso con la narrativa, anche se nella maggior parte dei casi i libri su cui metto mano non sono di mio gradimento. Sono un pittore amatoriale, con un paio di mostre fallite alle spalle, e un chitarrista con tre band sciolte sulla coscienza. Ho 41 anni e quindi sono quasi vecchio.
Come la merda è il primo romanzo che pubblico. Un lavoro nato a sorpresa e sviluppato con una strana urgenza e poi condiviso con un editore pazzo per provare a fare un po’ di casino. Ho scritto anche dei racconti ma stanno tutti ben chiusi nel cassetto. Ho pubblicato qualche anno fa una graphic novel con un altro editore ma è stata una brutta esperienza. Una cosa squallidissima.

Dagli incubi e dalla realtà, che spesso si assomigliano.
Sono inventati al 90%. Poi dentro conservano scorie di persone vere. Sfumature di creature a me care oppure detestate alle quali, evidentemente, penso spesso. Ma credo sia inevitabile.
La mutazione fisica è una specie di metafora dell’apatia sociale. L’umanità vuole chiaramente smettere di essere vera. E per farlo tende ad assomigliare sempre di più a qualcosa di sintetico: a materia plastificata e artificiale. Piano piano si sta trasformando. Ma è più probabile che si trasformi in spazzatura. La pietrificazione è un’idea che nasce dall’esigenza di rendere ancora più devastante l’immagine di assenza di vita e autenticità. La sistemazione scientifica è venuta dopo ma di base è un’intuizione più simbolica.
Sì, Dante è anche un autore horror formidabile. Spogliandolo del moralismo e della religiosità, diventa molto più disturbante di autori come Harlan Ellison o Ballard. Ma l’ispirazione dantesca è forse inconscia. A livello più conscio credo mi abbia ispirato di più l’estetica da manga violento, di cui sono un appassionato. Elena è una ricercatrice un po’ presuntuosa. Si crede forte e virtuosa. Ma si sbaglia.
In qualcosa dovremo evolverci, per resistere o reagire alla corruzione del mondo. La coscienza sta peggio del corpo. Apri i social e leggi solo stronzate senza senso, cose scritte dall’AI o scopiazzate. Tutto senza dignità e utilità. All’inizio su internet le scemenze erano divertenti. Erano davvero assurde o provocatorie. Oggi sono puerili o pretestuose. Quasi sempre senza coscienza. Ma credo sia normale. L’uomo si è stancato di ragionare. L’intelligenza si atrofizzerà. L’umanità magari continuerà a esistere, ma si ridurrà a una vertigine improvvisa. Quella dei sentimenti istintivi e non replicabili. E magari verrà fuori nelle difficoltà. Chi soffre e non cerca di distrarsi da quella sofferenza può ancora avere coscienza della propria umanità, sentire la tragicità e avere voglia di rifletterci su. Ma non so se è l’atteggiamento più vantaggioso a questo punto. Di base siamo già mostri, tutti quanti. E più cerchiamo di negarlo, più mostruosi diventiamo.
Personalmente ho delegato tutto alla casa editrice, che mi ha fatto capire che pubblicare significa buttare un contenuto in una discarica dove ogni minuto arriva altra robaccia: libri belli, libri stronzi, paraculate. Il self-publishing è un modo come un altro per provare a finire in quel gigantesco immondezzaio. Ormai non credo che ci sia più reale differenza qualitativa fra libri editi da una casa editrice e autopubblicati. Da una parte e dall’altra ci possono essere capolavori o scemenze. Non si capisce niente.
Che sono come topi che certe volte s’ingrassano in quella discarica di cui dicevamo prima. Lo fanno sulla pellaccia di spiriti innocenti o ingenui. Quindi sono topi deprecabili.
Sì, sto scrivendo una cosa su un tizio che ho conosciuto tempo fa. Uno con una vita normale e in un certo senso invidiabile che si è messo a fare atroci porcherie per noia e non riesce più a fermarsi pur sapendo di star rovinando sé stesso e la propria famiglia. Una storia sentimentale.
Scrivo di notte. O al bar, quando mangio. E rileggo quello che ho scritto al cesso.
Mi piace la scrittura di Morrisey dei The Smith, che però è un cantautore. Come autori: Richard Ford, David de la Rosa, Pasolini, William Carlos Williams. Leggo anche molto cose vecchie. Antiche. Come la poesia greca e latina. Certi versi mi ispirano tanto. Penso a Saffo: Come violento sui monti scuote le querce il vento…
L’Edipo re di Sofocle.
Devono morire tutti quanti.
Contattate la casa editrice Del Mostro, sono su facebook e quella roba lì. Grazie per la chiacchierata!
Grazie infinite Silvio per aver accettato questa intervista. Ne sono proprio contenta, e devo dire che mi ha colpita molto la risposta: Dagli incubi e dalla realtà, che spesso si assomigliano.
Spero che sia piaciuta anche a voi e fatemi sapere se conoscevate questo bravo autore e se avete letto il suo libro.
Buona lettura!