Intervista all’autore…
Silvio Ters

Buongiorno lettori,
in collaborazione con Del Mostro editore, per questa rubrica oggi vi presento Silvio Ters, autore del romanzo Come la merda.

     

Diamogli un grande Benvenuto ed eccovi l’intervista.

1 – Raccontaci di te. Quando è nata la passione per la scrittura?

Nella vita faccio il traduttore e altri lavori precari per tirare avanti. Lavoro spesso con la narrativa, anche se nella maggior parte dei casi i libri su cui metto mano non sono di mio gradimento. Sono un pittore amatoriale, con un paio di mostre fallite alle spalle, e un chitarrista con tre band sciolte sulla coscienza. Ho 41 anni e quindi sono quasi vecchio.

2 – Quali sono i libri e / o racconti che hai pubblicato finora?

Come la merda è il primo romanzo che pubblico. Un lavoro nato a sorpresa e sviluppato con una strana urgenza e poi condiviso con un editore pazzo per provare a fare un po’ di casino. Ho scritto anche dei racconti ma stanno tutti ben chiusi nel cassetto. Ho pubblicato qualche anno fa una graphic novel con un altro editore ma è stata una brutta esperienza. Una cosa squallidissima.

3 – Da cosa trai ispirazione per le tue storie?

Dagli incubi e dalla realtà, che spesso si assomigliano.

4 – I personaggi sono meramente inventati o ricalcano qualche persona reale?

Sono inventati al 90%. Poi dentro conservano scorie di persone vere. Sfumature di creature a me care oppure detestate alle quali, evidentemente, penso spesso. Ma credo sia inevitabile.

5 – Parliamo del tuo romanzo “Come la merda”. La trasformazione della carne in minerale è un’immagine potentissima e disturbante: nasce più da una riflessione scientifica, simbolica o esistenziale? Cosa rappresenta, per te, questa “pietrificazione” dell’umano?

La mutazione fisica è una specie di metafora dell’apatia sociale. L’umanità vuole chiaramente smettere di essere vera. E per farlo tende ad assomigliare sempre di più a qualcosa di sintetico: a materia plastificata e artificiale. Piano piano si sta trasformando. Ma è più probabile che si trasformi in spazzatura. La pietrificazione è un’idea che nasce dall’esigenza di rendere ancora più devastante l’immagine di assenza di vita e autenticità. La sistemazione scientifica è venuta dopo ma di base è un’intuizione più simbolica.

6 – Elena compie una vera e propria catabasi in un mondo degradato e post-umano: quanto ha influito la tradizione del viaggio negli inferi (da Dante alla fantascienza più cupa) nella costruzione del suo percorso e della sua psicologia?

Sì, Dante è anche un autore horror formidabile. Spogliandolo del moralismo e della religiosità, diventa molto più disturbante di autori come Harlan Ellison o Ballard. Ma l’ispirazione dantesca è forse inconscia. A livello più conscio credo mi abbia ispirato di più l’estetica da manga violento, di cui sono un appassionato. Elena è una ricercatrice un po’ presuntuosa. Si crede forte e virtuosa. Ma si sbaglia.

7 – Nel romanzo il confine tra umano e mostruoso si dissolve fino quasi a diventare indistinguibile: credi che il vero orrore nasca più dalla mutazione fisica o dalla perdita di identità e coscienza? E dove, se esiste ancora, si nasconde l’umanità in questo scenario?

In qualcosa dovremo evolverci, per resistere o reagire alla corruzione del mondo. La coscienza sta peggio del corpo. Apri i social e leggi solo stronzate senza senso, cose scritte dall’AI o scopiazzate. Tutto senza dignità e utilità. All’inizio su internet le scemenze erano divertenti. Erano davvero assurde o provocatorie. Oggi sono puerili o pretestuose. Quasi sempre senza coscienza. Ma credo sia normale. L’uomo si è stancato di ragionare. L’intelligenza si atrofizzerà. L’umanità magari continuerà a esistere, ma si ridurrà a una vertigine improvvisa. Quella dei sentimenti istintivi e non replicabili. E magari verrà fuori nelle difficoltà. Chi soffre e non cerca di distrarsi da quella sofferenza può ancora avere coscienza della propria umanità, sentire la tragicità e avere voglia di rifletterci su. Ma non so se è l’atteggiamento più vantaggioso a questo punto. Di base siamo già mostri, tutti quanti. E più cerchiamo di negarlo, più mostruosi diventiamo.

8 – Cosa ne pensi del self publishing? Se a tua volta sei un autore self curi da solo ogni fase di pubblicazione o ti avvali di qualche collaboratore (esempio: agenzie letterarie, correttori di bozza, illustratori, ecc.)?

Personalmente ho delegato tutto alla casa editrice, che mi ha fatto capire che pubblicare significa buttare un contenuto in una discarica dove ogni minuto arriva altra robaccia: libri belli, libri stronzi, paraculate. Il self-publishing è un modo come un altro per provare a finire in quel gigantesco immondezzaio. Ormai non credo che ci sia più reale differenza qualitativa fra libri editi da una casa editrice e autopubblicati. Da una parte e dall’altra ci possono essere capolavori o scemenze. Non si capisce niente.

9 – Cosa ne pensi delle case editrici a pagamento?

Che sono come topi che certe volte s’ingrassano in quella discarica di cui dicevamo prima. Lo fanno sulla pellaccia di spiriti innocenti o ingenui. Quindi sono topi deprecabili.

10 – Ultimamente stai lavorando a qualche nuova opera?

Sì, sto scrivendo una cosa su un tizio che ho conosciuto tempo fa. Uno con una vita normale e in un certo senso invidiabile che si è messo a fare atroci porcherie per noia e non riesce più a fermarsi pur sapendo di star rovinando sé stesso e la propria famiglia. Una storia sentimentale.

11 – Come concili la passione per la scrittura con la vita personale e quotidiana?

Scrivo di notte. O al bar, quando mangio. E rileggo quello che ho scritto al cesso.

12 – A quale autore / autrice ti ispiri, se ti ispiri?

Mi piace la scrittura di Morrisey dei The Smith, che però è un cantautore. Come autori: Richard Ford, David de la Rosa, Pasolini, William Carlos Williams. Leggo anche molto cose vecchie. Antiche. Come la poesia greca e latina. Certi versi mi ispirano tanto. Penso a Saffo: Come violento sui monti scuote le querce il vento…

13 – Qual è il tuo libro preferito?

L’Edipo re di Sofocle.

14 – Cosa ne pensi del mondo dell’editoria in generale?

Devono morire tutti quanti.

15 – Dove possiamo contattarti (e- mail, pagine social, blog personale, ecc.)?

Contattate la casa editrice Del Mostro, sono su facebook e quella roba lì. Grazie per la chiacchierata!

 

Grazie infinite Silvio per aver accettato questa intervista. Ne sono proprio contenta, e devo dire che mi ha colpita molto la risposta: Dagli incubi e dalla realtà, che spesso si assomigliano.
Spero che sia piaciuta anche a voi e fatemi sapere se conoscevate questo bravo autore e se avete letto il suo libro.

Buona lettura!

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